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Comune di Sant\'Egidio alla Vibrata

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Ultime Notizie


25 Novembre 2016 10:44

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Il Sindaco, arch. Rando Angelini, avvisa che per martedì 29 (ventinove) novembre 2016, alle ore 18:00, in sessione straordinaria di prima convocazione e in seduta pubblica, presso il Circolo Ricreativo di Villa Mattoni , è stato convocato...

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18 Novembre 2016 13:58

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Il Sindaco, arch. Rando Angelini, avvisa che per martedì 22 (ventidue) novembre 2016, alle ore 18:00, in sessione straordinaria di prima convocazione e in seduta pubblica, presso la  Palestra Comunale di Villa Marchesa , è stato convocato...

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03 Novembre 2016 19:00

INFORMAZIONI PER I CITTADINI

  Si informano i cittadini che, a seguito della scossa del 30 ottobre 2016, chi volesse richiedere il sopralluogo della propria abitazione, o attività, o di altri immobili, è tenuto a compilare il modulo IPP per abitazioni private...

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28 Ottobre 2016 10:02

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Il Sindaco, arch. Rando Angelini, avvisa che per giovedì 3 (tre) novembre 2016, alle ore 18:00, in sessione straordinaria di prima convocazione e in seduta pubblica, nella sala della Ludoteca di Faraone in via Canova, è stato convocato il...

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25 Luglio 2016 09:20

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Il Sindaco, arch. Rando Angelini, avvisa che per giovedì 28 (ventotto) luglio 2016, alle ore 17:00, in sessione ordinaria di prima convocazione e in seduta pubblica, è stato convocato il Consiglio Comunale per discutere...

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Lo Statuto


TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

 

ART 1 - Il Comune di SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA

 

1.- Il Comune di SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA è un ente autonomo territoriale disciplinato dai principi fissati dalle leggi generali della Repubblica, che ne determina le funzioni, e dalle norme del presente Statuto.

2.- Esso rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

 

ART 2 - Il territorio, la sede, lo stemma

 

1.- Il territorio del Comune è costituito dai terreni circoscritti alle mappe catastali nn. 19 fogli + 15 allegati, confinanti:

 

a Nord, Comune di Ancarano (TE),Ascoli Piceno, Maltignano;

a Sud, Comuni di S.Omero e Civitella del Tronto; 

ad Est, Torano Nuovo ed Ancarano;
ad Ovest, Comuni di Folignano e Civitella del Tronto.

 

2.- Il territorio di cui al primo comma comprende le frazioni di:

 

A) Capoluogo, nella quale è istituita la sede del Comune, dei suoi organi istituzionali e degli uffici;
B) FARAONE;
C) VILLA MATTONI;
D) PAOLANTONIO.

 

3.- Lo stemma del Comune è rappresentato da un campo di cielo, al cervo rivoltato fermo su campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune.

 

3 bis.- Il gonfalone del Comune è costituito da un drappo di colore azzurro riccamente ornato da ricami di argento e caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in argento "Comune di Sant'Egidio alla Vibrata".

 

ART 3 - Lo Statuto

 

1.- Lo Statuto costituisce l'atto regolamentare generale del quale il Comune deve essere permanentemente dotato.

 

2.- Non può essere revocato se contestualmente non ne viene approvato uno nuovo. La delibera di revoca - totale o parziale - diviene operante solo con l'entrata in vigore delle norme sostitutive.

 

3.- Lo Statuto è vincolante per il Comune: ogni atto che si ponga in contrasto con esso è illegittimo.

ART 4 - Interpretazione dello Statuto

1.- Lo Statuto deve essere interpretato in armonia con i principi di cui agli articoli 5 e 128 della Costituzione e con le altre norme Costituzionali; non deve contrastare con le leggi ordinarie di principio che hanno riconosciuto la potestà statutaria dei Comuni ed in particolare con il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

2.- Occorre inoltre attenersi ai criteri dell'interpretazione letterale, logica e sistematica di cui all'articolo 12 delle disposizioni sulla legge in generale al codice civile.

 

3.- Non è ammessa una interpretazione ed applicazione analogica; le eventuali lacune che possono presentarsi in una norma statutaria non possono essere colmate da previsioni normative contenute in altri Statuti.

 

ART 5 - I principi di azione, di libertà, di eguaglianza, di solidarietà, di giustizia, di associazione.

 

1.- Il Comune fonda la propria azione sui principi di libertà, di eguaglianza, di solidarietà e di giustizia indicati dalla Costituzione e concorre a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ne limitano la realizzazione.

 

2.- Opera al fine di conseguire il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'organizzazione politica, economica, sociale e culturale.

 

3.- Riconosce e garantisce la partecipazione delle formazioni sociali nelle quali si realizza la personalità umana, sostiene il libero svolgimento della vita sociale dei gruppi, delle istituzioni della comunità locale e favorisce lo sviluppo delle associazioni democratiche.

 

4.- Riconosce la funzione ed il ruolo delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale e territoriale.

 

4 bis.- Persegue la realizzazione di condizioni di pari opportunità tra uomini e donne, in ogni campo della vita civile e sociale.

 

4 ter.- Nella Giunta, nelle Commissioni consiliari e negli altri organi collegiali, nonché negli enti, aziende ed istituzioni partecipati, controllati o dipendenti del Comune promuove la presenza dei rappresentanti di entrambi i sessi.

Art 6 - Tutela delle persone handicappate

 

1.- Il Comune, per il raggiungimento dei fini previsti dall'articolo 40 della legge 05.02.1992 n. 104, attua gli interventi sociali e sanitari diretti all'assistenza, all'integrazione sociale ed alla tutela dei diritti delle persone handicappate, mediante gli accordi di programma di cui all'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, dando priorità agli interventi di riqualificazione, di riordinamento e di potenziamento dei servizi esistenti.

2.- Per l'attuazione degli interventi sociali e sanitari di cui al precedente comma, gli organi comunali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvederanno a coordinare gli interventi anche previe intese, acquisizioni di pareri e stipule di apposite convenzioni con i servizi sociali, sanitari, educativi e del tempo libero operanti nel territorio comunale.

 

ART 7 - Funzioni del Comune

 

1.- Il Comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

 

2.- Spettano al Comune tutte le funzioni amministrative proprie e quelle conferite con legge dello Stato e della Regione secondo il principio di sussidiarietà.

 

3.- Il Comune svolge tutte le funzioni amministrative attinenti alla cura ed agli interessi della comunità locale, anche mediante attività che possono essere adeguatamente esercitate dall'autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.

 

4.- Al Comune spettano le tasse, le imposte, le tariffe e i contributi sui servizi ad esso attribuiti.

 

ART 8 - I compiti del Comune per i servizi di competenza statale

 

1.- Il Comune gestisce i servizi elettorali, di anagrafe, di stato civile e di leva militare e le altre funzioni amministrative di competenza statale che ad esso vengono affidate dalla legge.

 

ART 9 - I servizi pubblici locali

 

1.- Il Comune - nell'ambito delle proprie competenze - provvede alla gestione dei servizi pubblici locali, che abbiano per oggetto la produzione di beni ed attività rivolte arealizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale.

 

2.- Può gestire tali servizi pubblici nelle forme giuridiche previste dalla legge e dallo Statuto.

 

ART 10 - Sviluppo economico

 

1.- Il Comune coordina le attività commerciali e favorisce l'organizzazione razionale dell'apparato distributivo, al fine di garantire la migliore funzionalità e produttività del servizio da rendere al consumatore.

 

2.- Sviluppa le attività industriali, artigianali e turistiche, promovendone il rinnovamento e l'ordinata espansione delle attrezzature e dei servizi.

 

ART 11 - La programmazione

 

1.- Il Comune adotta la politica di programmazione coordinata con la Regione, la Provincia e gli altri enti territoriali come metodo ordinatore della propria attività.

 

2.- Realizza la programmazione locale mediante la partecipazione democratica dei cittadini, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.

 

ART 12 - La partecipazione

 

1.- Il Comune realizza la propria autonomia assicurando la effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'attività politica ed amministrativa dell'ente, secondo i principi stabiliti dalla Costituzione, dall'articolo 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

 

2.- Riconosce che presupposto della partecipazione è l'informazione sui programmi, sulle decisioni e sui provvedimenti comunali e cura, a tal fine, l'istituzione dei mezzi e strumenti idonei, organizzando incontri, convegni, mostre, rassegne e stabilendo rapporti permanenti con gli organi di comunicazione di massa.

 

ART 13 - Cooperazione con altri Enti

 

1.- Per la definizione e l'attuazione di programmi che richiedono l'azione integrata di più Comuni, della Provincia, della Regione e di altre Amministrazioni, il Comune promuove la conclusione di accordi programmatici per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinare i connessi adempimenti.

 

ART 14 - beni comunali

 

1.- I Beni comunali si distinguono in beni demaniali e beni patrimoniali.

 

2.- Gli usi civici restano regolati da leggi speciali.

 

ART 15 - Albo pretorio

 

1.- Il Comune ha un albo pretorio per la pubblicazione delle deliberazioni, delle ordinanze, dei manifesti e degli atti che devono essere portati a conoscenza del pubblico.

 

TITOLO II - L'AUTONOMIA REGOLAMENTARE

 

ART 16 - I regolamenti

1.- Ove necessario, per l'attuazione dei principi indicati nel presente Statuto e nei casi previsti dalla legge, il Comune adotta appositi Regolamenti.

 

ART 17 - Efficacia dei Regolamenti

 

1.- I Regolamenti di cui all'articolo precedente incontrano i seguenti limiti:

 

a) non possono contenere disposizioni in contrasto con la Costituzione, con i principi fissati dalle leggi e con il presente Statuto;
b) non possono contenere norme interpretative della legge e dello Statuto comunale;
c) non possono avere efficacia retroattiva, salvi i casi di deroga espressa, motivata da esigenze di pubblico interesse;
d) non sono abrogati che da regolamenti posteriori per dichiarazione espressa del competente organo comunale o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o il nuovo regolamento regola l'intera materia già disciplinata dal regolamento anteriore ma anche ad opera di modifiche di principi fissati dalla legge o norme statutarie che si pongano in contrasto con norme regolamentari.

 

ART 18 - Procedimento di formazione dei Regolamenti

 

1.- I Regolamenti sono adottati dal Consiglio Comunale, ai sensi dell'articolo 42, comma 2 lettera a, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, fatti salvi i casi in cui la competenza è attribuita direttamente alla Giunta Comunale dalla legge.

 

2.- Essi entrano in vigore decorsi trenta giorni dalla loro affissione all'albo Pretorio. In casi particolari tale termine può essere ridotto con idonea motivazione da parte del Consiglio comunale.

 

3.- I Regolamenti sono votati articolo per articolo e quindi nel loro insieme.

 

ART 19 - Principi fondamentali dei Regolamenti

 

1.- I Regolamenti per il funzionamento del Consiglio e della Giunta sono fondati sui principi indicati nel presente Statuto ed hanno le seguenti finalità:

 

a) garanzia per ciascun Consigliere e Assessore per la migliore conoscenza dei dati occorrenti per lo sviluppo della sua attività;
b) diritti di ciascun Consigliere e Assessore di esprimere compiutamente il proprio pensiero;
c) democraticità delle decisioni attraverso la libera espressione del voto sulle questioni controverse;
d) diritto di ciascun Consigliere e Assessore e di ciascun gruppo di far conoscere i fatti che egli riterrà rilevanti alla pubblica opinione attraverso il servizio stampa;
e) rimedi contro ogni forma di elusione di tali principi che si traduca nell'impedimento al libero svolgimento delle attività e al conseguimento delle decisioni in tempi reali.

 

2.- Il regolamento per il funzionamento del Consiglio di cui al comma 1, adottato a maggioranza assoluta dei voti, deve conformarsi ai seguenti principi:

 

a) la riunione è valida con la presenza della metà del numero dei consiglieri assegnati, escluso il Sindaco; in seconda convocazione, la riunione è valida con la presenza di un terzo dei consiglieri assegnati escluso il Sindaco;
b) nessun argomento può essere posto in discussione se non sia stata assicurata ad opera del Sindaco un'adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri. A tal fine, le pratiche relative alle proposte iscritte all'ordine del giorno sono consegnate al Sindaco almeno tre giorni prima della seduta, per iniziativa del Responsabile di area;
c) sono fissate le modalità di approvazione del processo verbale e di inserimento in esso delle rettificazioni eventualmente richieste dai Consiglieri e le modalità secondo cui il processo verbale può darsi per letto;
d) gli avvisi di convocazione devono pervenire al consigliere nel domicilio dichiarato, utilizzando ogni mezzo di trasmissione che documenti l'invio.

 

3.- Il Regolamento per l'organizzazione ed il funzionamento degli organismi di partecipazione:

 

a) è diretto ad impegnare il maggior numero di cittadini, le categorie sociali e le espressioni degli interessi diffusi, in modo reale ed efficace, nelle decisioni comunali ed a consentire agli Organi e uffici Comunali di conoscere con immediatezza e in modo costante gli orientamenti effettivi della cittadinanza;
b) disciplina il referendum, le petizioni popolari, le consultazioni ed ogni altra forma partecipativa;
c) disciplina i modi di intervento in favore dei diritti dei consumatori e per assecondare la tutela degli interessi diffusi.

 

4.- Il Regolamento delle commissioni consiliari:

 

a) disciplina la composizione delle commissioni;
b) individua il numero delle stesse;
c) stabilisce il funzionamento dei lavori preparatori di atti (regolamentari o amministrativi) che richiedono un lungo iter procedurale.

 

5.- Il Regolamento dei capi gruppo consiliari viene posto in essere per dare maggiore snellezza agli organi istituzionali.

 

ART 20 - Interpretazione dei Regolamenti Comunali

 

1.- I Regolamenti devono essere interpretati alla luce dello Statuto, nonché delle norme legislative che attribuiscono l'autonomia statutaria e delle leggi vigenti in materia.

 

2.- Occorre inoltre attenersi ai criteri dell'interpretazione letterale, logica, sistematica, nell'ambito dello stesso regolamento.

 

3.- Non è ammessa un'interpretazione ed applicazione analogica del regolamento. Le eventuali lacune che possono presentarsi in una norma regolamentare non possono essere colmate da previsioni normative che siano contenute in altro regolamento, anche se vi possono essere casi simili o materie analoghe.

 

ART 20 Bis - Disciplina applicabile alle violazioni di regolamenti comunali

 

1.- Per le violazioni alle disposizioni dei regolamenti, rispetto ai quali non sia applicabile una sanzione amministrativa prevista dalla legge, si applicano le disposizioni generali contenute nella legge 24.11.1981, n° 689, previste nel capo I, sez. I, II e III.

 

TITOLO III - ORDINAMENTO ISTITUZIONALE DEL COMUNE

 

CAPO I - ORGANI ISTITUZIONALI

 

ART 21- Organi

 

1.- Sono organi del Comune il Consiglio, la Giunta, il Sindaco.

 

CAPO II - I CONSIGLIERI E I GRUPPI CONSILIARI

 

ART 22 - Consiglieri Comunali

 

1.- I Consiglieri Comunali rappresentano l'intero Comune senza vincolo di mandato.

 

2.- I Consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.

 

3.- Nella seduta immediatamente successiva alle elezioni il Consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, deve esaminare la condizione degli eletti a norma del Capo II del Titolo III del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, e dichiarare la ineleggibilità o la incompatibilità di essi, quando sussista alcuna delle cause ivi previste provvedendo alle sostituzioni. L'iscrizione all'ordine del giorno della convalida degli eletti comprende, anche se non è detto esplicitamente, la surrogazione degli ineleggibili e l'avvio del procedimento per la decadenza degli incompatibili.

 

4.- La posizione giuridica dei Consiglieri è regolata dalla legge.

 

ART 23 - Doveri del Consigliere

 

1.- I Consiglieri Comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio Comunale.

 

2.- Il consigliere è tenuto a giustificare per iscritto l'assenza dalla seduta entro dieci giorni dalla stessa . La mancata partecipazione, non giustificata, a tre sedute consecutive o a cinque sedute nel corso dell'anno dà luogo alla dichiarazione di decadenza.

 

3.- La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale, d'ufficio o su istanza di qualunque elettore del Comune, decorso il termine di 60 (sessanta) giorni dalla notificazione all'interessato della proposta di decadenza e dopo motivato esame delle eventuali giustificazioni, che debbono pervenire entro e non oltre 30 (trenta) giorni dall'avvenuta notificazione della predetta proposta di decadenza.

 

ART 24 - Poteri del Consigliere

 

1.- I Consiglieri hanno diritto di iniziativa su ogni questione da sottoporre alla deliberazione del Consiglio. Hanno inoltre, diritto di formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni osservando le procedure stabilite dal Regolamento interno del Consiglio Comunale.

 

ART 25 - Dimissioni del Consigliere

 

1.- Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.

 

2.- Il consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo.

 

3.- Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del consiglio a norma dell'articolo 141, comma 1, lettera b), numero3), del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

 

ART 26 - Indennità

 

1.- Le indennità spettanti ai Consiglieri per l'esercizio delle loro funzioni sono stabilite nelle misure previste dalla legge e possono essere incrementate o diminuite con delibera di consiglio.

 

ART 27 - Tutela processuale

 

1.- Il Comune, nella tutela dei propri diritti e interessi, assicura l'assistenza in sede processuale ai Consiglieri, agli Assessori ed al Sindaco che si trovino implicati, in conseguenza di fatti ed atti connessi all'espletamento delle loro funzioni, in procedimenti di responsabilità civile o penale, in ogni stato e grado del giudizio, purché non ci sia conflitto di interesse con l'Ente.

 

ART 28 - I Gruppi consiliari

 

1.- I Consiglieri si costituiscono in gruppi composti da uno o più componenti.

 

2.- Ciascun gruppo elegge, entro la prima seduta, un presidente, in una riunione appositamente convocata, con le modalità stabilite dal regolamento del Consiglio comunale.

 

3.- In difetto dell'elezione di cui al comma secondo, è considerato presidente del gruppo il consigliere che ha riportato il maggior numero di consensi.

 

ART 29 - Conferenza dei capigruppo

 

1.- La conferenza dei Capigruppo è formata dai presidenti di ciascun gruppo consiliare ed è presieduta dal Sindaco o, in caso di sua assenza o impedimento, dal delegato del Sindaco.

 

2.- Il regolamento determina i poteri della Conferenza dei Capigruppo e ne disciplina l'organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori.

 

CAPO III - CONSIGLIO COMUNALE

 

ART 30 - Elezioni e composizione

 

1.- Le norme relative alla composizione, all'elezione alle cause di ineleggibilità ed incompatibilità e alla decadenza dei Consiglieri sono stabiliti dalla legge.

 

ART 31 - Durata in carica

 

1.- La durata in carica del Consiglio è stabilita dalla legge.

 

2.- Rimane in carica sino alla elezione del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.

 

3.- I Consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del Consiglio comunale, continuano ad esercitare gli incarichi esterni ad essi eventualmente attribuiti, fino alla nomina dei successori.

 

ART 32 - Competenze del Consiglio

 

1.- Il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell'Ente.

 

2.- Le competenze del Consiglio sono determinate dalla legge.

 

3.- Il Consiglio esercita l'autonomia finanziaria e la potestà regolamentare nell'ambito dei principi fissati dalle leggi e del coordinamento della finanza pubblica.

 

4.- Le deliberazioni in ordine agli atti fondamentali determinati dalla legge non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del Comune, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio da sottoporre a ratifica consiliare nei 60 giorni successivi, a pena di decadenza.

 

5.- Ogni proposta di deliberazione, che non sia mero atto di indirizzo, sottoposta al Consiglio deve essere corredata dal parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile. I pareri sono inseriti nella deliberazione.

 

6.- Il Consiglio definisce gli indirizzi basati su criteri di competenza, professionalità ed idoneità all'incarico per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso Enti, aziende ed istituzioni, nonché provvede alla nomina dei propri rappresentanti presso Enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservati dalla legge.

 

7.- Il Consiglio formula gli indirizzi di carattere generale idonei a consentire l'efficace svolgimento della funzione di coordinamento dei servizi degli orari degli esercizi di apertura al pubblico degli uffici periferici delle Amministrazioni Pubbliche al fine di armonizzare l'esplicazione dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti.

 

ART 33 - Programma di governo

 

1.- Entro tre mesi dalla prima seduta del Consiglio, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta in Consiglio il testo contenente le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato, che deve essere messo a disposizione dei consiglieri almeno sette giorni prima.

 

2.- Il Consiglio annualmente, in sede di approvazione della relazione previsionale e programmatica e del bilancio annuale e pluriennale, definisce l'azione e gli interventi da realizzare nel corso dell'anno dichiarandone la coerenza con il programma di governo.

 

3.- Il Consiglio ogni anno, contestualmente all'accertamento del permanere degli equilibri generali di bilancio, verifica l'attuazione del programma di governo.

 

ART 34 - Commissioni Comunali permanenti

 

1.- Il Consiglio, ad ogni rinnovo, istituisce nel suo seno Commissioni consultive permanenti composte in relazione alla consistenza numerica dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, assicurando,ove possibile, la presenza in esse con diritto di voto, di almeno un rappresentante per ogni gruppo.

 

2.- Le modalità di voto, le norme di composizione e di funzionamento delle Commissioni sono stabilite dal Regolamento.

 

3.- Il Sindaco e gli Assessori possono partecipare ai lavori delle Commissioni, senza diritto di voto.

 

4.- Le Commissioni esaminano preventivamente le più importanti questioni di competenza del Consiglio Comunale, esprimono su di esse il proprio parere che può essere trascritto in eventuale deliberazione e concorrono, nei modi stabiliti dal Regolamento, allo svolgimento dell'attività amministrativa del Consiglio.

 

5.- Le Commissioni hanno facoltà di chiedere l'intervento alle proprie riunioni del Sindaco e dei membri della Giunta, nonché, previa comunicazione al Sindaco, dei responsabili degli uffici e dei servizi comunali, degli amministratori e dei dirigenti degli enti ed aziende dipendenti dal Comune.

 

Art 35 - Commissioni speciali

 

1.- Il Consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei propri membri, può istituire al proprio interno commissioni di indagine o di controllo sull'attività dell'Amministrazione. Il presidente e almeno un terzo dei componenti di ciascuna commissione deve essere nominato su designazione delle minoranze consiliari.

 

2.- Il Sindaco o gli assessori da esso nominati rispondono, entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentato dai consiglieri.

 

3.- Le modalità ed i termini della convocazione, la disciplina delle adunanze, il sistema di votazione, la decadenza dei consiglieri per motivi di assenza, il diritto di iniziativa, il dovere di astensione, le modalità di presentazione delle interrogazioni ed ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri, i poteri, la composizione ed il funzionamento delle commissioni di indagine sull'attività dell'Amministrazione, nonché quant'altro inerente all'attività ed al funzionamento sono disciplinati dal regolamento delle commissioni consiliari.

 

ART 36 - Commissione per il Regolamento del Consiglio

 

1.- Il Consiglio nomina una Commissione consiliare per il Regolamento interno, su designazione dei gruppi in relazione alla loro composizione numerica e in modo da garantire la presenza in essa, con diritto a voto, di almeno un rappresentante per ogni gruppo.

 

2.- La Commissione esamina preventivamente tutte le proposte sulle norme da inserire nel Regolamento, le coordina in uno schema redatto in articoli e lo sottopone, con proprio parere alla approvazione del Consiglio.

 

3.- La Commissione è nominata per l'intera durata del Consiglio e, oltre al compito della formazione del Regolamento ha anche quello di curarne l'aggiornamento esaminando le proposte dei Consiglieri in ordine alle modificazioni ed alle aggiunte da apportarvi e sottoponendolo, con il proprio parere, al voto del Consiglio.

 

Art 37 - Prima adunanza

 

.- La prima adunanza del nuovo Consiglio Comunale è riservata, per il primo punto in discussione, alla convalida degli eletti.

2.- La seduta è pubblica e la votazione è palese e ad essa possono partecipare i consiglieri delle cui cause ostative si discute.

 

3.- Il Consiglio è convocato e presieduto dal Sindaco.

 

4.- La prima seduta del Consiglio deve essere convocata entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione.

 

ART 38 - Sessioni del Consiglio

 

1.- Il Consiglio si riunisce in sessioni ordinarie e straordinarie.

 

2.- Le sessioni ordinarie sono quelle nelle quali vengono iscritte le proposte di deliberazione inerenti all'approvazione delle linee programmatiche, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione.

 

3.- Sono considerate sessioni straordinarie tutte le altre.

 

Art 39 - Convocazione dei Consiglieri

 

1.- Il Consiglio Comunale è convocato dal Sindaco cui compete, altresì, la fissazione del giorno dell'adunanza, salvo i casi di cui al successivo comma due del presente articolo.

 

2.- Il Sindaco è tenuto a riunire il Consiglio, in un termine non superiore a venti giorni, quando lo richiedono un quinto dei consiglieri, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste.

 

3.- Trascorso il predetto termine senza che la riunione abbia luogo, il Consiglio viene convocato, previa diffida, dal Prefetto.

 

4.- In caso d'urgenza la convocazione può avere luogo con un preavviso di almeno quarantotto ore. In questo caso ogni deliberazione può essere differita al giorno seguente su richiesta della maggioranza dei consiglieri presenti. 5.- Il Regolamento per il funzionamento del Consiglio può prevedere un termine non inferiore a ventiquattrore, per un numero limitato di argomenti, in caso di atti di eccezionale urgenza.

 

ART 40 - Ordine del giorno

 

1.- L'ordine del giorno delle sedute del Consiglio Comunale è stabilito dal Sindaco sentita la Conferenza dei capi gruppo.

 

ART 41 - Avviso di convocazione

 

1.- L'avviso di convocazione, con allegato ordine del giorno, deve essere pubblicato all'albo pretorio e trasmesso al consigliere nel domicilio dichiarato, utilizzando ogni mezzo che ne documenti l'invio, nei seguenti termini:
a) almeno 5 giorni prima di quello stabilito per l'adunanza, per le sessioni ordinarie;
b) almeno tre giorni prima di quello stabilito per la prima adunanza per le sessioni straordinarie. Tuttavia, nei casi d'urgenza e per gli oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti all'ordine del giorno è sufficiente che l'avviso con il relativo elenco, salvo il caso di cui al comma 5, dell'articolo 39, sia consegnato quarantotto ore prima: ma in questo caso, ogni qualvolta la maggioranza dei consiglieri presenti lo richieda, ogni deliberazione può essere differita al giorno seguente.

 

2.- Per il computo dei termini si osservano le disposizioni dell'articolo 155 del Codice di Procedura Civile.

 

ART 42 - Astensione dei Consiglieri

 

1.- I Consiglieri debbono astenersi dal prendere parte alla discussione e all'adozione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini entro il quarto grado.

 

2. - L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi del consigliere o di parenti o affini fino al quarto grado.

 

ART 43 - Pubblicità delle sedute

 

1.- Le sedute del Consiglio e delle Commissioni sono pubbliche, salvo i casi previsti dal Regolamento.

 

ART 44 - Presidenza delle sedute consiliari

 

1.- Chi presiede l'adunanza del Consiglio è investito di potere discrezionale per mantenere l'ordine, l'osservanza delle leggi e dei Regolamenti e la regolarità delle discussioni e deliberazioni.

 

2.- Ha facoltà di sospendere e di sciogliere l'adunanza.

 

3.- Può nelle sedute pubbliche, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, ordinare che venga espulso chiunque sia causa di disordine.

 

ART 45 - Votazioni e funzionamento del Consiglio

 

1.- Nessuna deliberazione è legittima se non viene adottat o in seduta valida e con la maggioranza di legge o di Regolamento.

 

2.- Le votazioni sono palesi; le deliberazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto.

 

3.- Le schede bianche, le non leggibili e le nulle si computano per determinare la maggioranza dei votanti.

 

4.- Per le nomine e le designazioni di cui all'articolo 42, comma 2, lettera m) del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, si applica, in deroga al disposto del comma 1, il principio della maggioranza relativa.

 

5.- Quando il Consiglio deve nominare più rappresentanti presso il singolo ente, almeno uno dei nominativi è riservato alla minoranza. Sono proclamati eletti i designati dalla minoranza stessa che nella votazione di cui al precedente comma hanno riportato maggiori voti.

 

6.- Il Regolamento determina le norme per il funzionamento del Consiglio.

 

ART 46 - Verbalizzazione

 

1.- Il Segretario del Comune partecipa alle riunioni del Consiglio e ne redige il verbale che sottoscrive insieme con il Sindaco o chi presiede l'adunanza.

 

2.- Nell'ipotesi in cui il Segretario comunale debba astenersi il consiglio può scegliere uno dei suoi membri a fare le funzioni di Segretario unicamente però allo scopo di deliberare sopra un determinato oggetto, e con l'obbligo di farne espressa menzione nel verbale, ma senza specificarne i motivi .

 

3.- Il processo verbale indica i punti principali della discussione ed il numero dei voti resi pro e contro ogni proposta.

 

4.- Ogni Consigliere ha diritto che nel verbale si faccia constatare del suo voto e dei motivi del medesimo.

 

ART 47 - Pubblicazione delle deliberazioni

 

1.- Le deliberazioni del Consiglio Comunale devono essere pubblicate mediante affissione all'albo pretorio per 15 giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge.

 

2.- Le deliberazioni del Consiglio diventano esecutive e possono essere dichiarate immediatamente eseguibili ai sensi dell'articolo 134, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali .

 

CAPO IV - GIUNTA COMUNALE E SINDACO

 

SEZIONE I - Elezione del Sindaco e nomina della Giunta

 

ART 48 - Elezione del Sindaco

 

1.- Il Sindaco è eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge ed è membro del Consiglio.

 

ART 49 - Nomina della Giunta

 

1.- Il Sindaco nomina i componenti della Giunta tra cui un vice sindaco e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva dopo la convalida degli eletti di cui all'art. 37 comma 1, del presente Statuto.

 

2.- Possono essere nominati assessori anche cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di consigliere.

 

3.- Il Sindaco può revocare uno o più assessori dandone comunicazione al Consiglio.

 

ART 50 - Composizione e Presidenza

 

1.- La giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero di assessori, stabiliti dallo stesso Sindaco, che comunque non può essere superiore a sei e inferiore a quattro.

 

2.- In caso di assenza o impedimento del Sindaco presiede il vice sindaco.

 

SEZIONE II - La Giunta Comunale

 

ART 51 - Incompatibilità

 

1.- La legge prevede le cause di incompatibilità ad assessore comunale.

 

2.- All'assessore, in ogni caso, è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza del proprio Comune.

 

3.- I componenti la Giunta competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.

 

ART 52 - Il Vice sindaco

 

1.- Il vice sindaco sostituisce il Sindaco in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché in caso di sospensione dall'esercizio della funzione adottata ai sensi dell'art. 59 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

 

2.-In mancanza del Sindaco e/o del suo vice le funzioni vicarie vengono assunte dall'assessore più anziano di età.

 

ART 53 - Mozione di sfiducia

 

1.- Il voto negativo del consiglio comunale ad una proposta del Sindaco e della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi.

 

2.- Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.

 

3.- La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata si procede allo scioglimento del Consiglio ed alla nomina di un commissario ai sensi delle leggi vigenti.

 

ART 54 - Cessazione dei singoli componenti della Giunta

 

1.- Gli Assessori cessano dalla carica per:

 

a) morte;
b) dimissioni;
c) revoca;
d) decadenza.

 

2.- Le dimissioni da membro della Giunta devono essere presentate per iscritto al Sindaco e devono considerarsi perfette ed efficaci immediatamente dalla protocollazione ed altresì irrevocabili, per il solo fatto della loro presentazione.

 

3.- Alla sostituzione dei singoli Assessori dimissionari, revocati, decaduti o cessati dall'ufficio per altra causa, provvede il Sindaco entro trenta giorni, dandone motivata comunicazione al Consiglio entro i trenta giorni successivi.

 

ART 55 - Funzionamento della Giunta

 

1.- L'attività della Giunta è collegiale, ferme restando le attribuzioni e le responsabilità dei singoli Assessori, secondo quando disposto dall'articolo successivo.

 

2.- La Giunta è convocata dal Sindaco che fissa gli oggetti all'ordine del giorno della seduta.

 

3.- Il Sindaco dirige e coordina l'attività della Giunta e assicura l'unità dell'indirizzo politico-amministrativo e la collegiale responsabilità di decisione della stessa.

 

4.- La Giunta delibera con l'intervento di almeno la metà dei suoi componenti ed a maggioranza assoluta dei voti.

 

5.- Le sedute della giunta non sono pubbliche.

 

6.- Nelle votazioni palesi, in caso di parità di voti, prevale quello del Sindaco o di chi per lui presiede la seduta.

 

7.- Ogni proposta di deliberazione, che non sia mero atto di indirizzo, sottoposta alla Giunta deve essere corredata dal parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile. I pareri sono inseriti nella deliberazione.

 

8.- Il Segretario Comunale partecipa alle riunioni della Giunta, redige il verbale dell'adunanza, che deve essere sottoscritto dal Sindaco o da chi per lui presiede la seduta e dallo stesso.

 

9.- Il Consiglio adotta il regolamento per il funzionamento della giunta.

 

ART 56 - Attribuzioni della Giunta

 

1.- La Giunta elabora, interpreta e definisce gli indirizzi generali adottati dal Consiglio comunale ai fini della loro traduzione in specifiche politiche e strategie di intervento, orientando l'azione dell'apparato amministrativo attraverso specifici atti e direttive, nonché svolgendo attività d'impulso e di proposta nei confronti del Consiglio medesimo, a cui riferisce periodicamente. Altresì, delibera i regolamenti rimessi dalla legge alla propria competenza.

 

2.- La Giunta opera collegialmente ed adotta gli atti di governo che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalla legge e dallo statuto, del Sindaco, ovvero degli organi di decentramento.

 

3.- Fatte salve le ulteriori specifiche attribuzioni definite dalla legge, nel rispetto dei principi fissati dalla normativa sull'ordinamento degli enti locali, la Giunta esercita le seguenti attribuzioni:

 

a) adotta gli atti necessari al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione delle decisioni fondamentali approvati dal Consiglio comunale 

b) dispone in materia di liti, transazioni, contenziosi, procedimenti giudiziari e delibera la costituzione in giudizio; 

c) approva il piano triennale delle assunzioni; d) dispone i criteri per l'erogazione di contributi e benefici ad Enti e persone secondo le procedure regolamentari; 

e) accetta lasciti e donazioni, salvo che non comportino oneri di natura finanziaria a valenza pluriennale; 

f) approva i progetti di opere pubbliche; 

g) approva le nomine politiche non diversamente assegnate dalla legge.

 

ART 57 - Deliberazioni d'urgenza della Giunta

 

1.- La Giunta può, in caso di urgenza, sotto la propria responsabilità, prendere deliberazioni attinenti alle variazione di bilancio.

 

2.- L'urgenza, determinata da cause nuove e posteriori all'ultima adunanza consiliare, deve essere tale da non consentire la tempestiva convocazione del Consiglio.

 

3.- Le deliberazioni suddette sono da sottoporre a ratifica del Consiglio nei 60 giorni successivi, a pena di decadenza.

 

4.- Il Consiglio, ove neghi la ratifica o modifichi la deliberazione della Giunta adotta i necessari provvedimenti nei riguardi dei rapporti giuridici eventualmente sorti sulla base delle deliberazioni non ratificate o modificate.

 

ART 58 - Pubblicazione delle deliberazioni della Giunta

 

1.- Tutte le deliberazioni della Giunta sono pubblicate mediante affissione all'albo Pretorio per 15 giorni consecutivi salvo specifiche disposizioni di legge.

 

SEZIONE III - Il Sindaco

 

ART 59 - Sindaco organo istituzionale

 

1.- Il Sindaco è l'organo responsabile dell'Amministrazione del Comune.

 

2.- Prima di assumere le funzioni il Sindaco presta giuramento dinanzi al Consiglio di osservare lealmente la Costituzione italiana.

 

3.- La legge stabilisce le conseguenze dell'omesso o ritardato giuramento.

 

ART 60 - Competenze del Sindaco

 

1.- Il Sindaco sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al Segretario Comunale o Direttore Generale, se nominato, ed ai responsabili di area in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull'esecuzione degli atti.

 

2.- Il Sindaco esercita le funzioni attribuitagli dalle leggi, dallo statuto, dai regolamenti e sovrintende all'espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e di controllo sull'attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive.

 

3.- Il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, provvede alla nomina, alla designazione ed alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni.

 

4.- Il Sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale, nell'ambito dei criteri indicati dalla regione e sentite le categorie interessate a coordinare gli orari degli esercizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici localizzati nel territorio, considerando il bisogno delle diverse fasce di popolazione interessate.

 

5.- Abrogato

 

6.- Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente statuto e dai regolamenti attribuzioni quale organo di amministrazione e di vigilanza e poteri di auto organizzazione delle competenze connesse all'ufficio.

 

7.- Il Sindaco quale organo di amministrazione:

 

a) dirige e coordina l'attività politica ed amministrativa del comune nonché l'attività della giunta e dei singoli assessori;
b) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentito il Consiglio comunale;
c) convoca i comizi per i referendum previsti dall'art. 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali;
d) conferisce e revoca al segretario comunale, se lo ritiene opportuno e previa deliberazione della giunta comunale, le funzioni di direttore generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione con altri comuni per la nomina del direttore;

 

8.- Il Sindaco nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, sentito il parere del segretario comunale o, se nominato, del direttore generale, in base a criteri di professionalità e di esperienza; nomina i componenti delle commissioni di appalto, quelle per l'appalto concorso ed i membri delle commissioni di concorso nel rispetto di quanto previsto nel comma 3, lett. a) e b) dell'articolo 107 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e avvalendosi, di norma, di professionalità presenti nella struttura dell'ente.

 

9.- Il Sindaco quale organo di vigilanza:

 

a) acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre l'acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni, appartenenti all'ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il Consiglio comunale;
b) compie gli atti conservativi dei diritti del comune e promuove, direttamente avvalendosi del segretario comunale o del direttore se nominato, le indagini e le verifiche amministrative sull'intera attività del comune;
c) promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al Comune, svolgono le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal consiglio ed in coerenza con gli indirizzi espressi dalla giunta;
d) annulla gli atti e i provvedimenti dei responsabili dei servizi per motivi di legittimità, sentito il parere del segretario comunale.

 

10.- Il Sindaco nell'esercizio delle sue funzioni di organizzazione:

 

a) stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute del consiglio comunale, ne dispone la convocazione e lo presiede;
b) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari;
c) propone argomenti da trattare nelle sedute della giunta, ne dispone la convocazione e la presiede;
d) riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al consiglio in quanto di competenza consiliare.

 

ART 61 - Delegazioni del Sindaco

 

1.- Il Sindaco ha facoltà di delegare con suo provvedimento, ad ogni Assessore, la sovrintendenza al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all'esecuzione di atti per definiti settori dell'attività comunale.

 

2.- Il Sindaco può modificare l'attribuzione dei compiti e delle funzioni di ogni Assessore ogni qualvolta, per motivi di coordinamento e funzionalità, lo ritenga opportuno.

 

3.- Le delegazioni e le eventuali modificazioni di cui ai precedenti commi devono essere fatte per iscritto e comunicate al Consiglio.

 

4.- Il Sindaco, quando particolari motivi lo esigano, può avvalersi di uno o più Consiglieri, compresi quelli della minoranza, per l'esame di pratiche complesse o per coadiuvare gli assessori delegati alla sovrintendenza ed esecuzione degli atti.

 

ART 62 - Competenze del Sindaco quale ufficiale del Governo

 

1.- Il Sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende:

 

a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica;
b) alle emanazioni degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica,;
c) allo svolgimento, in materie di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge;
d) alla vigilanza di tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico informandone il Prefetto.

 

2.- Ove il Sindaco o chi ne esercita le funzioni non adempia ai compiti di cui al precedente comma, è tenuto a rimborsare al Comune le indennità corrisposte al Commissario eventualmente inviato dal Prefetto per l'adempimento delle funzioni stesse.

 

3.- Nelle materie di cui al primo comma il Sindaco, previa comunicazione al Prefetto, può delegare l'esercizio delle funzioni ivi indicate ad un Consigliere Comunale.

 

ART 63 - Durata, dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione, decesso

 

1.- Il Sindaco dura in carica per un periodo di cinque anni e la persona che ha ricoperto per due mandati consecutivi la detta carica non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile.

 

2.- In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio.

 

3.- Il Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alle elezioni del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco e, in detto periodo, le funzioni di Sindaco sono svolte dal vice sindaco.

 

4.- Le dimissioni presentate dal Sindaco diventano irrevocabili e trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio comportano la decadenza della Giunta e lo scioglimento del Consiglio con contestuale nomina di un commissario.

 

5.- Lo scioglimento del Consiglio Comunale determina la decadenza del Sindaco e della Giunta.

 

ART 64 - Poteri di ordinanza del Sindaco

 

1.- Il Sindaco emette ordinanze in conformità alle leggi e ai regolamenti generali e comunali.

 

2.- Le trasgressioni alle ordinanze predette sono punite con sanzione pecuniaria amministrativa a norma della legge 24/11/81 n° 689.

 

3-. Il Sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini.

 

4.- Se l'ordinanza adottata ai sensi del comma 3 è rivolta a persone determinate e queste non ottemperano all'ordine impartito il Sindaco può provvedere d'ufficio a spese degli interessati, senza pregiudizio dei reati in cui fossero incorsi.

 

ART. 64 bis - Rappresentanza legale

 

1.- La rappresentanza legale del Comune spetta al Sindaco ed ai Responsabili di area, nei casi previsti dalla legge.

 

2.- La rappresentanza in sede giudiziale, con la possibilità di conciliare, transigere e rinunciare agli atti, può essere delegata dal Sindaco al Responsabile di area o al segretario comunale, a seconda della rispettiva competenza professionale nella materia oggetto della lite.

 

3.- Resta affidata al Sindaco la rappresentanza in giudizio nelle liti promosse avverso atti degli organi di governo del Comune.

 

4.- La giunta comunale, nell'interesse generale del Comune, può formulare direttive di natura generale o relative alla singola controversia giudiziaria.

 

TITOLO IV - PARTECIPAZIONE POPOLARE E DIRITTI CIVICI

 

CAPO I - ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

 

SEZIONE I - Criteri direttivi

 

ART 65 - La valorizzazione e la promozione della partecipazione

 

1.- Il Comune valorizza le libere forme associative e promuove organismi di partecipazione dei cittadini alla amministrazione locale anche su base di quartiere e di frazione.

 

ART 66 - La valorizzazione delle Associazioni

 

1.- La valorizzazione delle libere forme associative può avvenire mediante concessione di contributi finalizzati, concessione in uso di locali o terreni di proprietà del Comune previo apposite convenzioni, volte a favorire lo sviluppo socio-economico, politico e culturale della comunità.

 

2.- Le libere Associazioni - per poter fruire del sostegno del Comune - debbono farne richiesta, presentando oltre la domanda anche lo statuto e l'atto costitutivo, nelle forme regolamentari.

 

3.- La commissione del Consiglio - previo parere della Giunta- valuterà i requisiti previsti dall'apposito Regolamento circa la natura del sostegno, che l'Amministrazione vorrà disporre con delibere della Giunta stessa.

 

SEZIONE II - Riunioni, assemblee, consultazioni

 

ART 67 - Consultazioni

 

1.- Il Comune di propria iniziativa o su richiesta di altri organismi, delibera la consultazione dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti, degli anziani, delle forze sindacali, sociali ed imprenditoriali nelle forme volta per volta ritenute più idonee su provvedimenti di loro interesse.

 

2.- Consultazioni, nelle forme previste nell'apposito Regolamento, devono tenersi nel procedimento relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive.

 

3.- Le consultazioni si attuano mediante invio e pubblicazioni di un documento chiaramente illustrativo dell'oggetto di esame con l'indicazione delle eventuali soluzioni alternative emerse nella fase preparatoria con il contestuale deposito di tutti gli atti necessari all'approfondimento presso la sede Comunale.

 

4.- I risultati delle consultazioni devono essere menzionati negli atti del Consiglio Comunale che ne fanno esplicita menzione nelle inerenti deliberazioni.

 

5.- I costi delle consultazioni sono a carico del Comune salvo che la consultazione sia stata richiesta da altri organismi a loro spese.

 

5 bis.- Il Comune istituisce una consulta tematica permanente dedicata all'analisi di problemi ed alla promozione di proposte per lo sviluppo dell'integrazione dei cittadini stranieri, sia appartenenti all'Unione Europea, sia provenienti da Stati non aderenti alla stessa, ma comunque regolarmente soggiornanti nel territorio comunale.

 

ART 68 - Forum dei cittadini

 

1.- Il Comune promuove, quali organismi di partecipazione, forum dei cittadini, cioè riunioni pubbliche finalizzate a migliorare la comunicazione e la reciproca informazione tra popolazione e amministrazione in ordine a fatti, problemi e iniziative che investono la tutela dei diritti dei cittadini e gli interessi collettivi.

 

2.- I forum dei cittadini possono avere dimensione comunale o sub comunale; carattere periodico o essere convocati per trattare specifici temi o questioni di particolare urgenza.

 

3.- Ad esso partecipano i cittadini interessati ed i rappresentanti dell'amministrazione responsabili delle materie inserite all'ordine del giorno.

 

4.- I forum possono essere convocati anche su richiesta di un determinato numero di cittadini, dopo aver indicato gli oggetti proposti alla discussione ed i rappresentanti dell'amministrazione di cui è richiesta la presenza.

 

5.- Il regolamento stabilirà le modalità di convocazione, di coordinamento, e di funzionamento.

 

ART 69 - Le situazioni giuridiche soggettive

 

1.- Il Comune, nel procedimento relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive informa gli interessati tempestivamente, secondo le modalità e i limiti imposti dalle leggi e dai regolamenti.

 

SEZIONE III - Iniziative popolari

 

ART 70 - L'iniziativa e le proposte popolari

 

1.- Tutti i cittadini aventi diritto al voto per l'elezione della Camera dei Deputati hanno facoltà di presentare istanze, petizioni e proposte, sia singoli che associati, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi.

 

2.- Il Comune garantisce il loro tempestivo esame entro 30 giorni dalla ricezione in segreteria da una apposita commissione del Consiglio Comunale.

 

ART 71- Le istanze, le proposte e le petizioni

 

1.- Nessuna particolare forma è prevista per la presentazione di istanze, proposte e petizioni sia singole che associate.

 

2.- Esse debbono essere indirizzate al Sindaco del Comune e contenere chiaro il petitum che sia di competenza giuridica del Comune stesso.

 

3.- Tutte le istanze, le proposte e le petizioni, altresì, debbono essere regolarmente firmate. Le firme devono essere autenticate nelle forme di legge a pena di inammissibilità.

 

4.- Agli effetti dei precedenti commi le petizioni devono essere sottoscritte da un minimo di duecento elettori.

 

5.- Alle istanze, proposte e petizioni ammesse esaminate e decise, è data risposta scritta a cura degli uffici competenti a firma del Sindaco o suo delegato.

 

6.- Le risposte sono rese note agli interessati.

 

7.- La Giunta decide se le istanze, le proposte e le petizioni debbono o possono comportare decisioni e deliberazioni apposite della Amministrazione alla   luce dell'orientamento espresso dal Consiglio Comunale e nell'ambito dei poteri dei rispettivi organismi.

 

8.- I Consiglieri hanno sempre poteri di istanza, proposta e petizione verso il Sindaco e la Giunta ed in Consiglio Comunale.

 

9.- Di istanze, proposte, petizioni e relative decisioni, deliberazioni e lettere è conservata copia negli archivi secondo le disposizioni di legge.

 

ART 72 - Referendum consultivo

 

1.- Il Consiglio comunale può promuovere un referendum consultivo, su materie di esclusiva competenza dell'amministrazione, volto a conoscere gli orientamenti che maturano nella comunità sull'attività degli organi comunali, con delibera approvata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

 

2.- E' previsto il referendum propositivo su richiesta del quindici per cento dei cittadini elettori della Camera dei deputati residenti nel comune.

 

3.- Non è ammesso referendum su norme regolamentari inerenti le seguenti materie:

 

a) le norme del presente statuto;
b) le materie attinenti all'urbanistica, alle disposizioni tributarie, penali ed elettorali;
c) il funzionamento del consiglio comunale.

 

Sono ammesse quelle di esclusiva competenza locale. Il referendum non può essere esercitato nei sei mesi precedenti la scadenza della consiliatura.

 

4.- Il referendum non può svolgersi in coincidenza con le operazioni elettorali comunali, provinciali e circoscrizionali.

 

5.- La proposta di referendum, formulata in modo chiaro ed univoco, deve essere richiesta al Sindaco, che, entro trenta giorni dalla ricezione, la discute in Giunta e poi l'affida ad una apposita commissione di garanzia eletta dal Consiglio, che esprime parere di ammissibilità e regolarità entro trenta giorni.

 

6.- Il Consiglio comunale delibera l'indizione del referendum nei venti giorni successivi.

 

7.- Il referendum è indetto entro i successivi novanta giorni decorrenti dalla esecutività della deliberazione.

 

8.- Qualora gli organi competenti deliberino, prima del suo svolgimento, sui contenuti del referendum, la commissione di garanzia decide se non debba più tenersi.

 

9.- All'onere finanziario, per le spese comportate dal referendum provvede il Comune.

 

ART 73 - Effetti del Referendum consultivo

 

1.- Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti alle liste elettorali del comune alla data di indizione del referendum stesso.

 

2.- Il quesito sottoposto a Referendum è dichiarato accolto se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

 

3.- Se l'esito è stato favorevole, il Sindaco è tenuto a proporre al Consiglio Comunale entro 30 giorni dalla proclamazione dei risultati, la deliberazione sull'oggetto del quesito sottoposto a Referendum.

 

4.- Entro lo stesso termine, se l'esito è stato negativo, il Sindaco ha facoltà di proporre ugualmente al Consiglio la deliberazione sull'oggetto del quesito sottoposto a Referendum.

 

ART 74 - Referendum abrogativo

 

1.- Su richiesta del quindici per cento dei cittadini elettori della Camera dei deputati residenti nel comune, il Sindaco indice referendum per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di norme regolamentari emanate dal Comune o per revocare atti amministrativi a contenuto generale.

 

2.- Non è ammesso il referendum abrogativo per le norme statutarie e per quelle regolamentari tributarie e tariffarie.2.- Non è ammesso il referendum abrogativo per le norme statutarie e per quelle regolamentari tributarie e tariffarie.

 

3.- Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti alle liste elettorali del comune alla data di indizione del referendum stesso.

 

4.- La proposta di abrogazione s'intende approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto e si è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

 

ART 75 - Disciplina dei Referendum

 

1.- Le norme che disciplinano i referendum sono stabilite nell'apposito regolamento.

 

ART 76 - Azione popolare

 

1.- Ciascun elettore del Comune può far valere in giudizio le azioni ed i ricorsi che spettano al Comune.

 

2.- La Giunta Comunale, in base all'ordine emanato dal giudice di integrazione del contraddittorio, delibera la costituzione del Comune nel giudizio, nonché, in caso di soccombenza, le spese a carico di chi ha promosso l'azione o il ricorso.

 

ART 77 - Pubblicità degli atti amministrativi

 

1.- Tutti gli atti dell'Amministrazione Comunale sono pubblici ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco, che ne vieti l'esibizione, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.

 

SEZIONE IV - Forme di accesso dei cittadini all'informazione ed ai procedimenti amministrativi

 

ART 78 - Il diritto di informazione e di accesso

 

1.- Tutti i cittadini hanno diritto di accedere agli atti amministrativi ed ai documenti per il rilascio di copie previo pagamento secondo le disposizioni di legge vigenti.

 

2.- Per ogni settore, servizio e unità operativa ovvero unità organizzativa comunque denominata, l'amministrazione - mediante l'ordinamento degli uffici e dei servizi - conferisce i poteri ai responsabili dei procedimenti e del rilascio della documentazione richiesta.

 

3.- L'Amministrazione costituirà, altresì, apposito ufficio di pubbliche relazioni abilitato a ricevere eventuali reclami e suggerimenti degli utenti per il miglioramento dei servizi.

 

4.- Il comune garantisce - mediante il Regolamento - ai cittadini l'informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame delle domande progetti e provvedimenti che comunque li riguardino.

 

5.- Abrogato.

 

6.- L'eventuale costituzione di sportelli polivalenti faciliterà l'accesso degli utenti e dei cittadini ai servizi pubblici.

 

7.- Il diritto di accesso alle strutture e ai servizi comunali è altresì assicurato agli Enti pubblici alle organizzazioni del volontariato e alle Associazioni in genere.

 

8.- L'apposito regolamento disciplinerà organicamente la materia.

 

ART 79 - Il diritto di informazione per le organizzazioni sindacali

 

1.- Le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative ed esistenti con proprie strutture formalizzate nel territorio comunale hanno diritto di informazione sull'attività amministrativa e politico-istituzionale, secondo le modalità stabilite dalle disposizioni dei C.C.N.L..

 

2.- I diritti di informazione alle organizzazioni sindacali sono a titolo gratuito.

 

CAPO II - DIFENSORE CIVICO

 

ART 80 - Istituzione

 

1.- Il Comune istituisce l'ufficio del difensore civico, quale garante del buon andamento, dell'imparzialità, della tempestività e della correttezza dell'azione amministrativa.

 

2.- Il difensore civico non è sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale dagli organi del Comune ed è tenuto esclusivamente al rispetto dell'ordinamento vigente.

 

ART 81 - Elezione del Difensore Civico

 

1.- Il difensore civico è eletto con deliberazione del Consiglio Comunale nella prima seduta e con tre votazioni con maggioranza dei due terzi e se non si raggiunge tale maggioranza, il Consiglio dovrà essere riconvocato e in tale seduta dovrà raggiungere per l'elezione la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, sulla base di una rosa di candidati formata con il concorso attivo degli strumenti di partecipazione popolare (forum dei cittadini, libera associazione dei cittadini ecc.).

 

2.- La votazione avviene per schede segrete.

 

3.- Il difensore civico deve essere in possesso dei requisiti di eleggibilità e di compatibilità con la carica di Consigliere Comunale ed essere scelto fra i cittadini che, per preparazione ed esperienza diano la massima garanzia di indipendenza, obiettività, serenità di giudizio e competenza giuridico - amministrativa e che abbiano almeno 40 anni di età.

 

4.- L'incarico di difensore civico è incompatibile con ogni altra carica elettiva pubblica e con rapporti di servizio con pubbliche amministrazioni, nonché con incarichi ufficiali di partiti politici.

 

5.- L'incompatibilità originaria e sopravvenuta, comporta la dichiarazione di decadenza dall'ufficio se l'interessato non fa cessare la relativa causa entro 20 giorni dalla contestazione.

 

6.- Il titolare dell'ufficio di difensore civico ha l'obbligo di residenza nel Comune.

 

ART 82 - Durata in carica e revoca del difensore civico

 

1.- Il difensore civico dura in carica quanto il Consiglio Comunale che lo ha eletto e può essere confermato con le stesse modalità della prima elezione.

 

2.- I poteri del difensore civico sono prorogati fino all'entrata in carica del successore.

 

3.- Il difensore civico può essere revocato, con deliberazione del Consiglio Comunale da adottarsi nelle stesse forme previste per la sua elezione di cui all'articolo 81 1° comma per gravi motivi inerenti all'esercizio delle sue funzioni.

 

ART 83 - Funzioni

 

1.- A richiesta di chiunque vi abbia interesse, il difensore civico interviene presso l'Amministrazione Comunale, presso gli Enti e le Aziende da essa dipendenti per assicurare che il procedimento amministrativo abbia regolare corso e che gli atti siano tempestivamente e correttamente emanati.

 

2.- Nello svolgimento della sua azione il difensore civico rileva eventuali irregolarità, negligenze o ritardi, valutando in relazione alle questioni sottoposte al suo esame anche la rispondenza alle norme di buona amministrazione e suggerendo mezzi e rimedi per l'eliminazione delle disfunzioni rilevate.

 

3.- Il difensore civico può intervenire anche di propria iniziativa a fronte di casi di particolare gravità già noti e che stiano preoccupando la cittadinanza.

 

ART 84 - Modalità di intervento

 

1.- Le persone che abbiano in corso una pratica o abbiano interesse ad un procedimento amministrativo in corso presso l'amministrazione del Comune o gli Enti ed Aziende da esso dipendenti, hanno diritto di chiedere per iscritto notizie sullo stato della pratica o del procedimento; trascorsi 20 giorni senza che abbiano ricevuto risposta o qualora ne abbiano ricevuta una insoddisfacente, possono chiedere l'intervento del difensore civico.

 

2.- La richiesta d'intervento può essere scritta o verbale e nulla è dovuto per essa né all'amministrazione comunale né al difensore civico.

 

3.- Il difensore civico può convocare direttamente i funzionari cui spetta la responsabilità dell'affare in esame, dandone avviso al responsabile del servizio o ufficio da cui dipendono, e con essi può procedere all'esame della pratica o del procedimento.

 

4.- In occasione di tale esame il difensore civico stabilisce, tenuto conto delle esigenze di servizio, il termine massimo per la definizione della pratica o del procedimento, dandone immediata notizia alla persona interessata e, per conoscenza, al Sindaco ed al Segretario Comunale.

 

5.- Il difensore civico ha diritto di ottenere dall'Amministrazione Comunale e dagli Enti ed Aziende di cui al comma 1° copia degli atti e documenti, nonché ogni notizia connessa alle questioni trattate, e deve denunciare al Sindaco i funzionari che impediscano o ritardino l'espletamento delle sue funzioni.

 

6.- Il difensore civico non può intervenire: a) su atti dell'amministrazione di contenuto meramente politico; b) su atti o procedimenti avverso i quali siano già stati prodotti ricorsi davanti a organi di giustizia amministrativa, civile o tributaria.

 

7.- Il difensore civico deve sospendere ogni intervento sui fatti dei quali sia stata investita l'autorità giudiziaria penale.

 

ART 85 - Relazione al Consiglio Comunale

 

1.- Il difensore civico invia al Consiglio comunale, entro il 31 marzo di ogni anno, la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, segnalando i casi in cui si sono verificati ritardi e irregolarità e formulando osservazioni e suggerimenti.

 

2.- Il Consiglio comunale, esaminata la relazione, adotta le determinazioni di sua competenza che ritenga opportune.

 

ART 86 - Mezzi del difensore civico

 

1.- Il Consiglio Comunale stabilisce, con propria deliberazione, sentito il difensore civico, la sede, la dotazione organica ed i criteri di assegnazione del personale nei limiti delle proprie disponibilità. L'eventuale assegnazione del personale all'ufficio del difensore civico è stabilita con deliberazione della Giunta.

 

2.- Il personale assegnato è individuato nell'organico comunale, per le funzioni di che trattasi dipende dal difensore civico.

 

3.- L'arredamento, i mobili e le attrezzature sono assegnati al difensore civico, che ne diviene assegnatario.

 

4.- Le spese di funzionamento sono impegnate, anche su proposta del difensore civico, e liquidate secondo le norme e le procedure previste dal vigente ordinamento.

 

ART 87 - Trattamento economico

 

1.- Al difensore civico spettano le indennità di funzione, le indennità di missione ed il rimborso delle spese di trasporto nella misura stabilità dalla legislazione vigente per gli Assessori Comunali.

 

ART 88 - Rapporti con il difensore civico Regionale e Provinciale

 

1.- Il difensore civico comunale, qualora ritenga che l'istanza presentatagli rientri nella competenza del difensore civico regionale o provinciale, la trasmette ai rispettivi uffici, dandone comunicazione all'interessato.

 

TITOLO V - ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA

 

ART 89 - Svolgimento dell'azione amministrativa

 

1.- Il Comune informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione e di semplicità delle procedure; svolge tale attività precipuamente nei settori organici dei servizi sociali, dell'assetto e d'utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico secondo le leggi.

 

2.- Gli organi istituzionali del Comune ed i dipendenti responsabili dei servizi sono tenuti a provvedere sulle istanze degli interessati nei modi e nei termini stabiliti ai sensi della legge 7/08/90 n° 241 e del relativo regolamento comunale.

 

3.- Il Comune, per lo svolgimento delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua le forme di decentramento previste dal presente Statuto, nonché forme di cooperazione con altri Comuni e con la Provincia.

 

4.- Il Comune nell'ambito delle sue competenze gestisce servizi pubblici.

 

CAPO I - I SERVIZI

 

ART 90 - Servizi pubblici comunali

 

1.- Il Comune può assumere l'impianto e la gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale.

 

2.- I servizi da gestirsi con diritto di privativa sono stabiliti dalla legge.

 

ART.91- Aziende speciali e istituzioni

 

1 - Il Consiglio comunale può deliberare la costituzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica e di autonomia imprenditoriale, e ne approva lo statuto.

 

2 - Il Consiglio comunale può deliberare la costituzione di istituzioni, previste dalla legge quali organismi strumentali del comune per l'esercizio dei servizi sociali e/o culturali, dotati di autonomia gestionale.

 

ART.92- Istituzioni

 

1 - L'ordinamento e il funzionamento delle istituzioni sono disciplinati dal presente statuto e dal regolamento approvato dal Consiglio comunale.

 

2 - Alla costituzione dell' istituzione il Consiglio provvede mediante deliberazione che deve indicare:

a) le finalità dell'istituzione;

b) i parametri comparativi di efficienza tra la gestione in economia e quella dell'istituzione, con riferimento anche al livello dei servizi prestati;

c) il capitale di dotazione da conferire e i relativi mezzi di finanziamento, nonché il personale delle strutture comunali da trasferire eventualmente all'istituzione.

 

3 - Spetta al Consiglio comunale:

a) determinare gli indirizzi per lo svolgimento delle attività da parte dell'istituzione, anche sulla base dei risultati annualmente conseguiti dalle medesime, nonché gli indirizzi per la nomina e la revoca dei componenti degli organi;

b) approvare, su proposta della Giunta comunale, i provvedimenti del consiglio di amministrazione dell'istituzione che si configurano come atti fondamentali, secondo quanto stabilito dalla legge, e dunque, in ogni caso: il regolamento per il funzionamento dell'istituzione, i bilanci e i conti consuntivi;

c) esercitare la vigilanza sull'attività, per il tramite del Sindaco che può acquisire atti, documenti o informazioni, promuovere - anche dietro specifica sollecitazione del Consiglio - indagini e verifiche amministrative e riferisce periodicamente al Consiglio.

 

4 - Sono organi dell'istituzione:

a) il presidente del consiglio di amministrazione;

b) il consiglio di amministrazione, composto da un minimo di tre fino a un massimo di cinque membri compreso il presidente;

c) il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale.

5 - Il presidente e i membri del consiglio di amministrazione sono nominati e revocati dal Sindaco. Essi sono scelti fra persone non appartenenti al consiglio comunale, in possesso dei requisiti per l'elezione a consigliere comunale e di una speciale competenza tecnica e/o amministrativa per studi compiuti o per funzioni disimpegnate presso enti pubblici o privati, debitamente documentate da curriculum. Sono nominati per un periodo corrispondente a quello del mandato amministrativo del sindaco e durano incarica fino alla nomina dei successori.

6 - le incompatibilità a ricoprire la carica di presidente o componente del consiglio di amministrazione sono quelle stabilite dalla legge per la carica di consigliere comunale.

7 - il direttore è nominato dal Sindaco, con contratto esterno di diritto pubblico o privato oppure tra i dipendenti comunali in possesso di specifica esperienza professionale nel settore dei servizi socio-culturali e inquadrati almeno nella categoria professionale D. La nomina ha una durata non superiore a tre anni e può essere rinnovata.

8 - Le indennità e i compensi da erogare al presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione sono determinate dal regolamento.

 

CAPO II - FORME ASSOCIATIVE E DI COOPERAZIONE ACCORDI DI PROGRAMMA

 

ART 93 - Convenzioni

 

1.- Il Consiglio Comunale, su proposta della Giunta, delibera apposite convenzioni da stipularsi con altri Comuni e la Provincia al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati.

 

2.- Le convenzioni devono stabilire i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie.

 

ART 94 - Consorzi

 

1.- Il Comune può partecipare alla costituzione di consorzi con altri Comuni e Provincia per la gestione associata di uno o più servizi e l'esercizio associato di funzioni secondo le norme previste per le aziende speciali di cui all'art. 91 del presente Statuto, in quanto compatibili.

 

2.- A questo fine il Consiglio comunale approva, a maggioranza assoluta dei componenti, una convenzione ai sensi del precedente articolo, unitamente allo statuto del consorzio.

 

3.- La convenzione deve prevedere l'obbligo, a carico del consorzio, della trasmissione al comune degli atti fondamentali del consorzio stesso.

 

4.- Il Sindaco o un suo delegato fa parte dell'assemblea del consorzio con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio.

 

ART 95 - Accordi di programma

 

1.- Per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata del comune di altri soggetti pubblici, il Sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente del comune sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento.

 

2.- A tal fine il Sindaco convoca una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.

 

3.- L'accordo, consistente nel consenso unanime delle amministrazioni interessate, è approvato con atto formale del Sindaco.

 

4.- Qualora l'accordo sia adottato con decreto del Presidente della Regione e comporti variazioni degli strumenti urbanistici, l'adesione del Sindaco allo stesso deve essere ratificata dal Consiglio comunale entro 30 giorni a pena di decadenza.

5.- La disciplina degli accordi di programma prevista dall'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e dal presente articolo si applica a tutti gli accordi di programma previsti da leggi vigenti relativi ad opere, interventi o programmi di intervento di competenza del Comune.

 

TITOLO VI - UFFICI E PERSONALE

 

CAPO I - ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI

 

ART 96 - Ordinamento degli uffici e dei servizi

 

1.- L'ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Sant'Egidio alla Vibrata è disciplinato da apposito regolamento predisposto in osservanza di quanto stabilito dalla normativa in materia, nel rispetto degli indirizzi generali stabiliti dal Consiglio ed in base a criteri di autonomia, flessibilità, funzionalità ed economicità di gestione, di professionalità e responsabilità, nonché in conformità con i principi per cui i poteri di indirizzo e di controllo spettano agli organi elettivi, mentre la gestione spetta ai responsabili dei servizi.

 

2.- Il regolamento sull'ordinamento di cui al comma 1 stabilisce la dotazione organica complessiva, le modalità di copertura dei posti in organico, le norme generali per il funzionamento degli uffici, il ruolo del segretario comunale e del direttore generale, le attribuzioni e le responsabilità di ciascun Responsabile dei servizi e dei rispettivi sostituti, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore generale, il segretario comunale e gli organi elettivi.

 

3.- Il medesimo regolamento individua gli uffici e servizi a cui deve essere preposto un responsabile con funzioni dirigenziali, individua i loro sostituti in caso di assenza ed elenca, in maniera esemplificativa, le specifiche competenze dei responsabili in materia di personale dipendente, di entrate, di appalti, di sottoscrizione di contratti, di ordinanze, di concessioni, di autorizzazioni, di certificazioni e di atti comunque definiti di gestione.

 

ART 97 - Ufficio Comunale

 

1.- L'Amministrazione comunale sviluppa la sua azione attraverso strutture denominate aree.

 

2.- Per area si intende il complesso di attività omogenee dal punto di vista funzionale e delle materie.

 

3.- Le aree sono individuate in un organigramma, con riferimento alla loro complessità e dimensione in relazione alle funzioni svolte, distinguendo tra funzioni finali e funzioni strumentali o di supporto.

4.- Le aree nelle quali si articola l'organizzazione dell'Amministrazione comunale sono affidate alla responsabilità di un Responsabile di servizio.

 

5.-Abrogato

 

CAPO II - ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE

 

ART 98 - Ordinamento del personale

 

1.- L'ordinamento del personale risponde ai seguenti criteri:

a) esaltazione della posizione di servizio alla cittadinanza propria di ogni attività pubblica;

b) organizzazione della struttura aventi relazioni con l'esterno in modo idoneo a dare risposte immediate anche con l'ausilio dell'informatica;

c) istituzione del controllo di gestione e del nucleo di valutazione;

d) responsabilizzazione puntuale delle posizioni di lavoro;

e) valutazione annuale dell'attività prestata ad ogni livello, avvalendosi, per i dipendenti aventi funzioni dirigenziali, del nucleo di valutazione; la valutazione del segretario e del direttore generale è fatta dal Sindaco;

f) incentivazione effettiva del personale basata sulla qualità ed efficienza della prestazione;

g) superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e il conseguimento della massima flessibilità delle strutture e del personale e della massima collaborazione tra gli uffici.

 

CAPO III - PERSONALE DIRETTIVO

 

ART 99 - Incarichi di dirigenza

 

1.- L'attribuzione della responsabilità di direzione delle aree spetta al Sindaco, che la conferisce secondo criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo. L'attribuzione degli incarichi prescinde dalla precedente assegnazione di direzione a seguito di concorsi.

 

2.- La responsabilità di direzione dell'area è attribuita a tempo determinato e deve essere espressamente rinnovata. I Responsabili dei servizi possono essere rimossi anticipatamente dall'incarico, nei casi previsti dall'art. 107 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

 

3.- Il Sindaco, previa deliberazione della Giunta, nelle forme, con i limiti e le modalità previste dalla legge e dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, può stipulare, al di fuori della dotazione organica, l'assunzione con contratti a tempo determinato di personale dirigenziale o di alta specializzazione nel caso in cui tra i dipendenti dell'ente non siano presenti analoghe professionalità.

 

4.- Il Sindaco, previa deliberazione della Giunta, in caso di vacanza del posto o per altri gravi motivi può assegnare, nelle forme e con le modalità previste dal regolamento, la titolarità di uffici e servizi a personale assunto con contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente di diritto privato, ai sensi dell'art. 110 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali .

 

5. - I contratti a tempo determinato non possono essere trasformati a tempo indeterminato.

 

ART 100 - Collaborazioni esterne

 

1.- Il regolamento di organizzazione degli uffici può prevedere collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità per obiettivi determinati e con convenzioni a termine.

 

2.- Le norme regolamentari per il conferimento degli incarichi di collaborazione a soggetti estranei all'Amministrazione devono stabilirne:

a) la durata che, comunque, non potrà essere superiore alla durata del programma;

b) i criteri per la determinazione del relativo trattamento economico;

c) la natura privatistica del rapporto.

3.- Il Sindaco definisce e conferisce l'incarico con convenzione scritta, previo parere del segretario comunale o del direttore generale, se nominato.

 

ART 101 - Direttore generale

 

1.- Il Sindaco, previa deliberazione della giunta comunale, può nominare un direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione, dopo aver stipulato apposita convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungono i 15 mila abitanti.

 

2.- In tal caso il direttore generale dovrà provvedere alla gestione coordinata unitaria dei servizi tra i comuni interessati.

 

3.- Quando non risulta stipulata la convenzione di cui al comma 1, il sindaco può conferire le relative funzioni al segretario comunale, sentita la giunta comunale.

 

ART 102 - Compiti del direttore generale

 

1.- Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi degli organi di governo dell'ente secondo le direttive del sindaco.

 

2.- Il direttore generale sovrintende alla gestione dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficienza ed efficacia

 

3.- La durata dell'incarico non può eccedere quella del mandato elettorale del sindaco che può procedere alla sua revoca previa delibera della giunta comunale.

 

ART 103 - I responsabili degli uffici e dei servizi

 

1.- I responsabili degli uffici e dei servizi provvedono ad organizzare gli uffici ed i servizi ad essi assegnati in base alle indicazioni ricevute dal direttore generale se nominato, ovvero dal segretario e secondo le indicazioni impartite dal sindaco e dalla giunta

 

2.- Essi nell'ambito delle competenze loro assegnate provvedono a gestire l'attività dell'ente e ad attuare gli indirizzi e a raggiungere gli obiettivi indicati dal direttore, se nominato, dal sindaco e dalla giunta.

 

ART 104 - Funzioni dei responsabili degli uffici e dei servizi

 

1.- I responsabili degli uffici e servizi, oltre a svolgere i compiti previsti dalla legge, svolgono le seguenti funzioni:

a) gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici;

b) emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative e dispongono l'applicazione delle sanzioni accessorie nell'ambito delle direttive impartite dal sindaco;

c) pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento ad eccezione di quelle di cui all'art. 54 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali;

d) promuovono i procedimenti disciplinari nei confronti del personale ad essi sottoposto ed adottano le sanzioni nei limiti e con le procedure previste dalla legge e dal regolamento;

e) provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni della giunta e del consiglio ed alle direttive impartite dal sindaco e dal direttore generale;

f) forniscono al direttore nei termini di cui al regolamento di contabilità gli elementi per la predisposizione del piano esecutivo di gestione;

g) autorizzano le prestazioni di lavoro straordinario, le ferie, i recuperi, le missioni del personale dipendente secondo le direttive impartite dal direttore generale e dal sindaco;

h) rispondono, nei confronti del direttore generale, del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati.

2.- Il Sindaco può delegare ai responsabili degli uffici e dei servizi ulteriori funzioni non previste dallo statuto e dai regolamenti, impartendo contestualmente le necessarie direttive per il loro corretto espletamento.

2 bis.- Nell'ambito delle materie di propria competenza i Responsabili dei serviziz individuano i responsabili delle attività istruttorie e di ogni altro adempimento procedimentale connesso all'emanazione di provvedimenti amministrativi.

2 ter.- Salvo diversa previsione regolamentare i Responsabili dei servizi hanno facoltà di delegare l'esercizio delle funzioni loro spettanti ai responsabili delle strutture in cui si articolano le aree cui sono preposti.

 

CAPO IV - IL SEGRETARIO COMUNALE

 

ART 105 - Stato giuridico e trattamento economico

 

1. - Il segretario comunale è nominato dal sindaco, da cui dipende funzionalmente ed è scelto nell'apposito albo.

 

2.- Lo stato giuridico ed il trattamento economico del Segretario comunale sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

 

ART 106 - Funzioni del Segretario

 

1.- Il segretario partecipa alle riunioni della Giunta e del Consiglio, ne redige i verbali, che sottoscrive insieme al Sindaco.

 

2.- Il Segretario comunale promuove anche l'esame collegiale con i dipendenti dei problemi organizzativi e formula soluzioni e proposte per gli organi comunali.

 

3.- Il segretario comunale, su richiesta, formula i pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico-giuridico al consiglio, alla giunta ed al sindaco.

4.- Il segretario roga i contratti del comune, nei quali l'ente è parte ed autentica le scritture private e gli atti unilaterali nell'interesse dell'ente ed esercita, infine, ogni altra funzione attribuitagli dal presente statuto o dal regolamento o conferitagli dal sindaco.

 

ART 107 - Il Vice Segretario comunale

 

1.- E' istituita la figura professionale del vicesegretario comunale per lo svolgimento delle funzioni vicarie del segretario, per coadiuvarlo o sostituirlo nei casi di vacanza, assenza o impedimento.

 

2.- Possono essere affidate al vicesegretario oltre ai compiti di cui al primo comma del presente articolo quelli di direzione e titolarità di una struttura organizzativa di massima dimensione, definita con l'ordinamento degli uffici, ed attinente alle funzioni amministrative-istituzionali degli organi collegiali e degli affari generali.

 

2 bis.- Il vicesegretario è nominato dal Sindaco tra uno dei Responsabili preposti alle aree in cui si articola l'Amministrazione Comunale, fermi restando i requisiti previsti dalla legge.

 

ART 108 - La responsabilità del Segretario comunale e dei dirigenti

 

1.- Su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta ed al Consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto il parere, in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e , qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile. Tali pareri sono inseriti nella deliberazione.

 

2.- Nel caso il Comune temporalmente non abbia il funzionario o i funzionari responsabili dei servizi, il parere è espresso dal segretario dell'ente in relazione alle sue competenze.

 

3.- I soggetti di cui al primo comma rispondono in via amministrativa e contabile dei pareri espressi sulle proposte di deliberazione, ai sensi degli articoli 32 e 55 del presente Statuto.

TITOLO VII - RESPONSABILITÀ'

 

ART 109 - Responsabilità verso il Comune

 

1.- Gli amministratori ed i dipendenti comunali sono tenuti a risarcire al Comune i danni derivanti da violazioni di obblighi di servizio.

 

2.- Gli amministratori ed i dipendenti predetti, per la responsabilità di cui al precedente comma, sono sottoposti alla giurisdizione della Corte dei Conti nei modi previsti dalle leggi in materia.

 

3.- Il Sindaco, il Segretario comunale, il responsabile del servizio che vengano a conoscenza direttamente o in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del comma 1, devono farne denuncia al Procuratore generale della Corte dei Conti, indicando tutti gli elementi accolti per l'accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni.

 

4.- Se il fatto dannoso sia imputabile al Segretario comunale o ad un responsabile di servizio la denuncia è fatta a cura del Sindaco.

 

ART 110 - Responsabilità verso i terzi

 

1.- Gli amministratori ed i dipendenti comunali, che, nell'esercizio delle funzioni loro conferite dalle leggi e dai regolamenti, cagionino ad altri un danno ingiusto sono personalmente obbligati a risarcirlo.

 

2.- Ove il Comune abbia corrisposto al terzo l'ammontare del danno cagionato dall'amministratore o dal dipendente si rivale agendo contro questi ultimi a norma del precedente articolo.

 

3.- E' danno ingiusto, agli effetti del comma 1, quello derivante da ogni violazione dei diritti dei terzi che l'amministratore o il dipendente abbia commesso per dolo o per colpa grave; restano salve le responsabilità più gravi previste dalle leggi vigenti.

 

4.- La responsabilità personale dell'amministratore o del dipendente sussiste tanto se la violazione del diritto del terzo sia cagionata dal compimento di atti o di operazioni, quanto se la detta violazione consista nella omissione o nel ritardo ingiustificato di operazioni al cui compimento l'amministratore o il dipendente siano obbligati per legge o per regolamento.

 

5.- Quando la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di organi collegiali del Comune, sono responsabili, in solido, il Presidente ed i membri del collegio che hanno partecipato all'atto od operazione. La responsabilità è esclusa per coloro che abbiano fatto constare nel verbale il proprio dissenso.

 

ART 111 - Responsabilità dei contabili

 

1.- Il tesoriere ed ogni altro contabile che abbia maneggio di danaro del Comune o sia incaricato della gestione dei beni comunali, nonché chiunque si ingerisca, senza legale autorizzazione, nel maneggio del denaro del Comune deve rendere il conto della gestione ed è soggetto alla giurisdizione della Corte dei Conti secondo le norme e le procedure previste dalle leggi vigenti.

 

ART. 111 bis - Responsabilità dirigenziale

 

1.- I Responsabili dei servizi sono responsabili del risultato dell'attività svolta in relazione agli obiettivi assegnati, con particolare riferimento allo svolgimento della propria azione secondo criteri di correttezza amministrativa e di efficienza.

 

2.- La valutazione dei risultati dirigenziali è svolta con riferimento alle prestazioni svolte in ordine alla realizzazione di programmi e progetti dell'Amministrazione Comunale ed ai comportamenti relativi allo sviluppo delle risorse professionali, umane ed organizzative ad essi assegnate.

 

3.- La valutazione dei Responsabili dei servizi, disciplinata da apposito regolamento o dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi e da linee di indirizzo adottate dagli Organi di governo, è sviluppata periodicamente tenendo particolarmente conto dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione.

 

4.- Qualora la valutazione dei risultati dei responsabili dei servizi faccia emergere il mancato raggiungimento al temine dell'esercizio finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione, nei confronti del responsabile del servizio interessato, previa verifica e contraddittorio con lo stesso in ordine ai presupposti della valutazione, possono essere adottati tutti i provvedimenti necessari a far valere la sua responsabilità.

 

ART 112 - Prescrizione dell'azione di responsabilità

 

1.- La legge stabilisce il tempo di prescrizione dell'azione di responsabilità, nonché le sue caratteristiche di personalità e di inestensibilità agli eredi.

 

TITOLO VIII - FINANZA E CONTABILITÀ

 

ART 113 - Finanza e contabilità

 

1.- Nell'ambito della finanza pubblica il Comune è titolare di autonomia finanziaria, fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.

 

2.- Nell'esercizio della propria autonomia finanziaria il Comune può procurarsi entrate straordinarie, facendo ricorso alle forme previste dalla legge per la finanza statale, nel rispetto delle norme che regolano la finanza locale.

 

3.- Il Comune è altresì titolare di potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse, delle tariffe e di altri tributi nell'ambito di quanto stabilito dalla legge.

 

4.- Il Comune esercita la potestà impositiva in materia tributaria nel rispetto dei principi dettati dalla legge 27.07.2000 n. 212 con particolare riferimento alla capacità contributiva dei soggetti passivi, alla chiarezza e motivazione degli atti, alla collaborazione e buona fede, al diritto di interpello.

 

5.- La determinazione delle tariffe per i servizi comunali avviene in modo da tutelare le categorie più deboli della popolazione.

 

ART 114 - Bilancio e rendiconto di gestione

 

1.- La gestione economico finanziaria del Comune di Sant'Egidio alla Vibrata si svolge con riferimento al bilancio annuale, alla relazione previsionale e programmatica ed al bilancio pluriennale: tali documenti sono redatti in modo da consentire la rappresentazione e l'analisi di programmi, servizi ed interventi.

 

2.- La dimostrazione dei risultati della gestione è data nel rendiconto di gestione, che comprende il conto del bilancio, il conto economico ed il conto del patrimonio.

 

3.- La predisposizione degli strumenti contabili e dei rapporti di contabilità analitica, le procedure per la definizione delle relazioni tra gli stessi in ordine alla configurazione della situazione economica e patrimoniale del comune, nonché i profili specifici dei procedimenti per la gestione dell'entrata e della spesa sono definiti dal regolamento di contabilità.

 

4.- Gli impegni di spesa assunti con provvedimenti dei responsabili dei servizi sono trasmessi al responsabile del servizio finanziario e sono esecutivi con l'apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria.

 

ART 115 - Principi generali del controllo interno

 

1.- Il Comune è impegnato ad istituire ed attuare i controlli interni di cui all'art. 147 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. La loro organizzazione è effettuata anche in deroga agli altri principi di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30.07.1999, n. 286.

 

2.- Il Comune, con apposito regolamento, oppure con il Regolamento di contabilità ed il regolamento sull'ordinamento degli uffici e servizi, ciascuno per l'ambito di competenza, disciplina le modalità operative ed attuative per il funzionamento degli strumenti di controllo interno, compreso il motivato ricorso, nel rispetto della normativa vigente, a convenzioni con altri Comuni e ad incarichi esterni.

 

ART 116 - Attività contrattuale

 

1.- Agli appalti di lavori, alle forniture di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute, alle locazioni, il comune, per il perseguimento dei suoi fini istituzionali, provvede mediante contratti.

 

2.- La stipulazione dei contratti deve essere preceduta da apposita determinazione del responsabile del procedimento di spesa.

 

3.- La determinazione deve indicare:

a) il fine che con il contratto si intende perseguire;

b) l'oggetto del contratto, la sua forma e le clausole ritenute essenziali;

c) le modalità di scelta del contraente ammesso dalle disposizioni vigenti in materia di contratti dello Stato e le ragioni che ne sono alla base.

4.- In rappresentanza del Comune nella stipulazione dei contratti interviene il responsabile dell'ufficio competente per materia.

 

ART 117 - Revisione economico-finanziaria

1.- Ai fini della revisione economico-finanziaria, il Comune, con apposito atto consiliare, elegge il Collegio dei Revisori nei modi indicati dalla legge.

2.- Abrogato

3.- Il collegio dei revisori collabora con il consiglio Comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell'Ente ed attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consigliare del conto consuntivo.

4.- A tal fine i revisori hanno diritto di accesso agli atti e documenti dell'ente.

5.- Nella relazione di cui al terzo comma il collegio dei revisori esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.

6.- I revisori, ove riscontrino gravi irregolarità nella gestione dell'Ente, riferiscono immediatamente al Consiglio.

 

TITOLO IX - RAPPORTI CON ALTRI ENTI

 

ART 118 - Partecipazione alla programmazione

 

1.- Il Comune partecipa alla programmazione economica, territoriale e ambientale della regione; formula, ai fini della programmazione predetta, proposte che saranno raccolte e coordinate dalla Provincia.

 

2.- Il Comune nello svolgimento dell'attività programmatoria di sua competenza si attiene agli indirizzi generali di assetto del territorio e alle procedure dettate dalla legge Regionale.

 

3.- La compatibilità degli strumenti di pianificazione territoriale predisposti dal Comune con le previsioni del piano territoriale di coordinamento è accertata dalla Provincia.

 

ART 119 - Iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali

 

1.- Il Comune esercita l'iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali di cui all'articolo 133 della Costituzione, osservando le norme a tal fine emanate dalla Regione.

 

2.- L'iniziativa deve essere assunta con deliberazione approvata a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.

 

TITOLO X - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

 

ART 120 - Procedura di adozione, modificazione e abrogazione dello Statuto

 

1.- Lo Statuto è adottato dal Consiglio Comunale con il voto favorevole di due terzi dei Consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro 30 giorni e lo Statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.

 

2.- Le modificazioni soppressive, aggiuntive e sostitutive e l'abrogazione totale o parziale dello Statuto, sono deliberate dal Consiglio Comunale con la procedura di cui al comma precedente.

 

3.- La proposta di deliberazione di abrogazione totale dello Statuto deve essere accompagnata dalla proposta di deliberazione di un nuovo Statuto in sostituzione di quello precedente.

 

4.- L'approvazione della deliberazione di abrogazione totale dello Statuto comporta l'approvazione del nuovo.

 

ART 121 - Pubblicazione dello Statuto

 

1.- Il presente Statuto, è pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione e affisso all'albo pretorio comunale per 30 giorni consecutivi.

 

ART 122 - Entrata in vigore

 

1.- Dopo la pubblicazione e l'affissione di cui all'articolo 121 il Sindaco invia lo Statuto, munito della certificazione delle avvenute pubblicazioni, al Ministero dell'Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli Statuti.

 

2.- Il presente Statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio.

 

3.- Il Segretario del Comune appone in calce all'originale dello Statuto la dichiarazione dell'entrata in vigore.

 

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